“Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti (…).La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta, è diversa perché le circostanze sono diverse”.

(E. Durkheim, 1888)

Non semplice approcciare una tematica così attuale  e che  rappresenta  uno dei nodi  più evidenti  di un’emergenza sociale. Le parole pronunciate dal sociologo E. Durkheim oltre un secolo fa acquistano significato valoriale perché affermano un principio attraverso cui comprendere il senso delle trasformazioni che investono la famiglia contemporanea. Rispetto alle tematiche familiari, l’Italia si inserisce nello scenario europeo con tratti di somiglianza e di differenza, continuando a far coesistere, al suo interno, tradizione e mutamento; in tal senso alcune tendenze, che ormai definiscono i comportamenti collettivi degli europei, si ritrovano anche nel nostro Paese: bassa natalità,  riduzione della nuzialità, frammentazione e disgregazione della coppia, convivenze e seconde nozze.

L’andamento di una vera e propria rivoluzione del nucleo familiare, determinata dagli straordinari mutamenti culturali intercorsi in questi ultimi decenni, stabilisce un’alterazione progressiva che ha inciso sull’assetto socio-centrico della nostra famiglia. Da un lato sembrano perdersi i valori di relazionalità affettiva e dall’altro si affermano significati  sempre più paradossali come la coatta domiciliazione al suo interno di  ultra giovani … sulla soglia degli “…anta”! La cosiddetta “famiglia lunga del giovane adulto” appare infatti come una contraddizione di questa società in cui, pur nella  frantumazione dei valori di prossimità, continua a permanere  il senso della famiglia ( spesso sostanziato unicamente “ dalle mura che la contengono” ), quale ultimo baluardo all’angosciosa giostra della precarietà sociale a cui milioni di giovani ( e meno giovani)  sono esposti.

L’evidenza di un’emergenza educativa ampliata anche dall’omologazione dei riferimenti culturali e dei consumi si ripercuote inevitabilmente sulla “dimensione famiglia”, determinando una crisi nei rapporti intergenerazionali e intra-generazionali. Vacilla in questo modo il senso di tenuta dei nuclei familiari rispetto al rapporto con le nuove generazioni e la criticità è sostanziata dall’inefficacia del ruolo sociale della famiglia. Le conseguenze che ne derivano, indeboliscono ulteriormente il processo di educazione rivolto ai giovani i quali stentano a trarre da esso l’adeguato orientamento affettivo e sociale. Un fenomeno che rende ancor più critica questa situazione nel nostro Paese, riguarda la difficoltà a volte sconcertante della famiglia, a strutturarsi come ambiente adeguato ad una proficua tutela all’infanzia, in un panorama complessivo di deresponsabilizzazione, in cui la capacità di produrre rinnovamento sociale sembra in  una fase di pericoloso stallo.

Rispetto ad un recente passato, la famiglia presenta sia percorsi particolari che differenti modalità di costruzione per cui, come accennato, si stanno costituendo nuclei familiari assai diversificati: dalle famiglie di fatto, alle famiglie monogenitoriali, alle famiglie ricostituite ed alle famiglie provenienti da altre culture,  fino ai single che chiedono di adottare o di procreare tramite donazione genetica. La conseguenza di tale situazione può essere la modificazione del ruolo genitoriale. Cambiando infatti i membri del nucleo familiare, cambiano sia le relazioni sia la percezione dei ruoli, con ricadute sul grado di appartenenza dei membri verso la famiglia stessa.

Sarebbe in tal senso forse più rispondente alla contemporaneità parlare di sistemi – famiglia, piuttosto che  adottare la simbologia raffigurata in un  modello di relazioni familiari  che  appare oggi sfumato nelle sue tradizionali connotazioni. Una famiglia che stenta a riconoscersi nel modello a cui aspiravano le precedenti generazioni e che appare funzionalmente e strutturalmente diverso, da non potersi ritenere ancora aderente alle attuali e cogenti circostanze.

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