Per voi: mamme e papà

Più che ad un elenco di FAQ in cui ritrovare risposte preconfezionate, si esprimono alcune brevi considerazioni sul senso del dimostrarsi genitori oggi. E poi alcuni spunti di riflessione che possono aiutare i papà e le mamme a recuperare quella consapevolezza che li legherà alla loro dimensione genitoriale, al di là delle vicende che nel tempo attraverseranno.

I figli cresceranno comunque a prescindere dalle nostre scelte e il tempo costruirà la sua realtà. Per questo sarebbe necessario pensare alla vita come ad una condizione del presente in cui, con le nostre decisioni, stabiliamo regole e indirizziamo il futuro. E spesso coltivare speranze è solo una lunga agonia.  Ognuno di noi nelle storie che vive, ha il suo carico di responsabilità e la verità non è mai solo da una parte! Rispondendo al post di una mamma mi sono trovato al centro di un confronto a tratti assai acceso in cui sono intervenuti altri genitori. La sensazione che ne ho ricavato mi fa ritenere che molte donne, con un carico personale di dolore e di rabbia, preferiscano tagliare ogni ponte di dialogo per mantenere le loro forti riserve sul genere maschile e contribuire ad allargare ancor più quella forbice sociale che sta allontanando gli uomini delle donne.  A detta delle signore con cui ho intrecciato questo confronto sembrerebbe che il narcisismo sia ad appannaggio esclusivo del genere maschile ma non credo sia esattamente cosi! Esiste indubitabilmente una violenza fisica, psicologica e di potere agita dagli uomini che sconta purtroppo una secolare cultura, becera e maschilista. Ma altrettanto vero è la  perdita di sicurezza  e di ruolo che in questi ultimi decenni proprio i così detti  “maschi” stanno accusando per via di cambiamenti sociali che vedono le donne al centro di tante sfide sostenute, frutto di una costante crescita e di un impegno incessante. L’unica osservazione che mi sento di muovere è quella di ritenere che le donne, nelle loro legittime rivendicazioni, siano ricorse troppo spesso a modelli maschili  e  questo credo abbia innescato nel tempo una serie di squilibri che scontiamo maggiormente in questa stagione di incessanti cambiamenti. Ed è l’universo maschile a subire oggi le maggiori pressioni dettate dalle tante trasformazioni in atto. La fragilità dell’uomo è rappresentata proprio dalla sua insensata violenza  con la quale esprime la drammatica  difficoltà a  permeare un universo che corre veloce e modifica regole e modelli per troppo tempo adattati unicamente alle sue necessità. Ed è nelle separazioni più conflittuali e soprattutto in presenza di figli che emergono le marcate incapacità a ridurre i termini dello scontro che si sposta inevitabilmente su dimensioni di genere più che di genitorialità. E così si evidenziano ancor più le differenze tra uomini e donne che abbandonano l’essere madri e padri, contribuendo ad accrescere quella forbice di separazione sempre più ampia che non consente agli uni di andare “verso” gli altri  ma solo “contro”. E contro soprattutto i figli, che resteranno i più indifesi anche da adulti!

Nei momenti di difficoltà quando il sentimento lascia spazio a incomprensioni e chiusure e l’inquietudine invade ogni lembo di vita, occorrerà confidare sulla personale capacità di dialogare con sé stessi per poi provare a riprendere un nuovo percorso fatto di ascolti e reciprocità. 

Di seguito alcune considerazioni che in una logica sistemica sono indirizzate alle madri e ai padri, per tentare di riallacciare quel filo che ha interrotto le maglie della genitorialità e riproporre, seppur separati, le basi di un confronto ancora possibile.

  • la separazione dei genitori, a qualunque età intervenga ma soprattutto nell’età infantile dei figli, provoca in loro un dolore angosciante perché non dispongono di quelle competenze affettive attraverso le quali riuscire a trovare una ragione che li renda capaci di comprendere quello che sta accadendo. Un dolore che li colpisce come una saetta improvvisa e che lacera il loro animo. I responsabili di questa sofferenza sono le madri e i padri, che spesso antepongono le ragioni pur indifferibili che causano la rottura del loro rapporto di coppia, alla serenità dei bambini per i quali perdere quell’equilibrio familiare corrisponde allo strazio di un lutto improvviso e insopportabile. Recuperare nel loro animo questa sofferenza, contenendola e alleviandola, significa pacificarli con le conseguenze della separazione dei loro genitori, restituendogli in ogni occasione la serenità di rivederli ancora sorridergli e la certezza che, pur non più insieme o distanti, sapranno essergli accanto per confortarli e proteggerli sempre;
  • quando è sopraggiunta la separazione e la frequentazione con i figli, spesso ancora bambini, non godrà più degli incontri quotidiani, non far pesare loro la tua angoscia e  non perdere mai nessuna occasione di incontro per vivere insieme  momenti di spensieratezza e serenità;
  • non ti far inghiottire dalla rabbia. Nei momenti di particolare tensione cerca di estraniarti e usa sempre il buon senso; prova ad osservare ciò che ti succede da diverse angolature;
  • non credere che la ragione sia solo dalla tua parte e non ritenere di avere  la verità in tasca; cerca di mantenere aperte le condizioni per un cammino che tenga aperto il dialogo;
  • pensa prima di agire e verifica che la tua scelta sia soprattutto a favore dei figli;
  • evita azioni di pancia; tutti gli errori si sconteranno;
  • non agire la rabbia che covi dentro sui tuoi figli; loro non hanno alcuna responsabilità su quanto sta accadendo al vostro rapporto;
  • attenzione alle trame che potrebbero aprire porte processuali; e per quanto è possibile evita di intraprendere le vie giudiziarie che trasformerebbero il confronto in una disputa spesso logorante, drammatica e dispendiosa;
  • evita sempre di sminuire o denigrare l’altro genitore in presenza dei figli soprattutto più piccoli; se perpetrati nel tempo questi atti si tramutano in dinamiche familiari che possono favorire nel figlio un rifiuto ingiustificato e sentimenti di disaffezione nei confronti dell’altro genitore. Azioni che si introietteranno così in una fragile coscienza infantile alterando la percezione della realtà  e  costruendo quel  muro a volte invalicabile che obbligherà chi rimarrà vittima di quegli atteggiamenti a rincorse disperanti e spesso interminabili, nel tentativo di recuperare una sana immagine affettiva.  Ma saranno proprio i figli a subire le conseguenze più drammatiche da queste tipologie di  atti e con esiti che si riverseranno inevitabilmente nelle loro vite;
  • quando del rapporto di coppia non rimane più nulla e l’angoscia la fa da padrona nel tuo animo, non rimanere isolato e ricorri ai consigli e alle parole di chi può comprendere e accoglierti; anche ricorrere ad uno psico terapeuta può aiutarti a ritrovare un giusto equilibrio;
  • un buon avvocato non è chi contribuisce ad accendere la disputa ma chi tenta la via del compromesso, considerando come obiettivo supremo la tutela dei minori;
  • vivi con il sorriso i momenti trascorsi con i tuoi figli; la separazione  dei genitori o i loro continui dissidi generano laceranti inquietudini nell’animo dei bambini e l’incapacità a comprendere può insinuare in loro sensi di colpa che mortificano la gaiezza  dei loro anni;
  • non rispondere alle provocazioni. Allontanati dalle tensioni e prova ad osservare il futuro come lo vorresti;
  • elimina lo stress pensando a te e trovando momenti che possano ricaricarti;
  • prova a scrivere in forma di diario e in modo quanto più obiettivo, quello che ti succede; potrà servirti a ricordare e a mantenere lucidità nel pensare;
  • Vivi!… e non smettere di cercare il meglio;
  • Coraggio e Felicità sono inseparabili!
  • … aggiungiamo altri punti? Ognuno con la propria esperienza e sensibilità.

Alcuni aspetti in ambito più strettamente giuridico

  • Essere genitori oggi  in termini giuridici riconduce  al senso di “responsabilità”. Nel nostro ordinamento si è introdotto il principio della “responsabilità  genitoriale”, superando i concetti di  “patria potestà”  e poi  di “potestà genitoriale”. Ora il legislatore impegna i genitori ad essere concordemente responsabili dei propri figli. Dalla nascita, e anche dal concepimento, sorgono dei doveri in capo ai genitori e significativi e conseguenti impegni. Responsabilità dunque  che può essere meglio compresa se la poniamo in linea con la congruenza di un impegno assunto o con un comportamento, in quanto  sottintende l’accettazione di ogni conseguenza, specialmente dal punto di vista della sanzione morale e giuridica.  In diritto significa: “situazione per la quale un soggetto può esser chiamato a rispondere della violazione colposa o dolosa di un obbligo.” Ecco i genitori sono chiamati a far crescere, educare e mantenere i figli ma anche a rispondere complessivamente dell’essere umano che  è nato dalla loro unione.
  • cosa fare quando la coppia genitoriale entra in crisi e il complesso sistema della responsabilità genitoriale vacilla? Sarebbe opportuno, ancor prima di rivolgersi ad un legale esperto in materia di famiglia, confrontarsi con un mediatore o esperto familiare che aiuti il percorso di separazione consapevole, mettendo al centro il benessere dei figli. Non esiste infatti un diritto dei genitori di stare con i figli ma un dovere a rispettare i diritti dei figli. Anche la recente riforma del diritto di famiglia, che ha completamente rivoluzionato il rito separativo familiare, mette al centro i figli. Per questo prima di chiedere ad un giudice di decidere in merito al proprio futuro familiare, meglio sarebbe chiedere aiuto a chi ha competenze specifiche in questo ambito.
  • di recente è stato introdotto nel processo di famiglia il “piano genitoriale” – perché e cosa significa? Dal 2006 con l. 54/2006  è stato introdotto il diritto alla “bigenitorialità” dei figli e “l’affidamento condiviso” fra i genitori. Principi fondamentali che avrebbero dovuto confortare e sostenere i genitori  in caso di conflitto derivato  dalla crisi di coppia, ma che ad oggi hanno ottenuto un’attuazione non completa. Dai dati recenti una coppia su due si separa. Per questo la recente riforma del processo di famiglia impegna i genitori ricorrenti al giudice, con figli, alla redazione di un “piano genitoriale” che preveda ora e per gli anni a venire un “Progetto” sui propri figli ove siano indicati “gli impegni e le attività quotidiane dei figli relative alla scuola, al percorso educativo, alle attività extrascolastiche, alle frequentazioni abituali e finanche alle vacanze normalmente godute“. Gli esperti psicopedagogisti e gli avvocati familiaristi si stanno interrogando su come debba essere redatto e potrà consistere “nell’illustrazione, secondo la reciproca prospettazione dei genitori,  degli elementi principali, che la norma espressamente individua, del progetto educativo e di accudimento del minore. Si tratta di utili informazioni che dovranno permettere al giudice, investito del procedimento, di individuare e dettagliare all’interno dei provvedimenti che egli è chiamato ad assumere, le indicazioni più opportune nell’interesse del minore, costruite  su misura  rispetto alla situazione di vita pregressa e alle sue abitudini consolidate.” La violazione di un tale piano, assunto all’esito del procedimento giudiziario, avrà conseguenze anche con sanzioni economiche a carico del genitore inadempiente.

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